sabato

18 sett.: dalla Camargue a San Remo

Queste ultime pagine le scrivo a casa perché a San Remo non ho avuto il tempo e poi il giorno seguente siamo rientrati.
Alla mattina di martedì, dopo una notte abbastanza tranquilla (solo un po’ di pioggerella qua e là – tanto rumore per nulla) ci siamo svegliati al rumore dei camper affiancati a noi che riprendevano le loro posizioni vicino al mare. Il tempo non è gran ché, anche se c’è il sole, e si è alzato un vento freddo. Tra il tempo e il mio collo che continua a farmi male, decidiamo di rientrare. Sono circa 650 chilometri e Giuseppe vorrebbe farli in un colpo solo. Ma prima andiamo a scaricare a Saline de Giraud, puliamo il camper, sistemiamo e sono già le 11,00 passate. Partiamo e, anche se decidiamo di prendere il traghetto, di fare solo autostrade fino a Milano, anche se il navigatore ci indica le 17,30 come ora di arrivo, ci sono poi le soste per il pranzo, e gli eventuali intoppi e non conviene tornare alla sera e dover affrontare al buio tutto il lavoro di scarico e pulizia. Allora, strada facendo, telefoniamo a Giorgio per vedere se sono a Ospitaletti. No, hanno avuto un contrattempo e sono rientrati, però a San Remo ci sono l’Augusta e Gianfranco. Telefoniamo e concordiamo una cena da Augusta con due suoi amici canadesi. Siamo stati larghi con gli orari e abbiamo fatto bene perché a Nizza facciamo una coda di un’ora per i lavori in corso. Mentre dall’altra corsia più avanti c’è un camion bruciato (ci sono ancora i pompieri che stanno lavorando) e hanno fermato il traffico. Contiamo 4 chilometri di coda di autovetture, mentre i camion sono stati fermati prima, sulla corsia di destra, e ce ne sono per più di 10 chilometri. In Italia le vedute della costa dai cavalcavia dell’autostrada sono splendidi e la giornata è limpidissima, grazie al forte vento che fa increspare il mare e volare la sabbia.
Arriviamo alla zona dei camper di San Remo (sempre uguale – schifosa – anche dopo tanti anni!) e a piedi ci avviamo verso il centro. Incontriamo Augusta e Gianfranco davanti al Casinò. Gianfranco ci mostra il suo appartamento: è come un monolocale di città, andrebbe arredato meglio. La cena da Augusta è piacevole con i due simpatici canadesi e, se anche non capiamo quasi nulla, Gianfranco ci fa un po’ da interprete. Il Canadese però, quanto beve! La nuova casa di Augusta è bella e alcune stanze arredate con gusto, peccato il gran casino che copre e offusca anche il bello. Comunque ora ha anche due ospiti. Ha tenuto due cucine, come fa? Un po’ di roba di qua e un po’ di là. Facciamo tardi e i canadesi vorrebbero venire a vedere il camper, ma è passata mezzanotte e cerchiamo di dissuaderli. Ci accompagnano per un po’ alla vana ricerca di un caffè. Poi li salutiamo e torniamo soli. Il vento fortissimo del pomeriggio è cessato e domani sarà sicuramente una bella giornata, ma per noi è il giorno del rientro.
Oggi abbiamo percorso 332 chilometri tutti in autostrada.

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