Questa notte abbiamo riposato bene, il traffico sulla strada è stato praticamente nullo (oggi è domenica e quindi il traffico pesante era già fermo da ieri) e la temperatura ottima. Nella serata di ieri ci si è accodato un altro camper di portoghesi. Ci siamo svegliati presto e ci avviamo. La strada costeggia Andorra e, anche se mi hanno detto che non c’è nulla di bello, quantomeno il gasolio costerà un po’ meno. Decidiamo di andarci, tanto ormai siamo sulla strada del ritorno, tutto quello che volevamo vedere è stato visto (o almeno quello che non abbiamo potuto vedere ormai è alle spalle) ed entriamo in Andorra. E’ un Principato e chiedono i documenti (a noi no). Passiamo un paio di grandi centri commerciali e vediamo che il prezzo del gasolio – allineato in tutti i numerosissimi distributori - è di soli 0,869 euro. Sicuramente conveniente, anche se in Spagna abbiamo trovato prezzi bassi, sempre sotto l’euro, anche 0,96. In Portogallo sempre sopra l’euro. Facciamo il pieno e andiamo in un centro commerciale. Se i prezzi sono bassi, pensiamo di fare qualche acquisto ed entriamo in un centro commerciale. Giuseppe ha bisogno di un telefonino, la sua batteria non tiene nemmeno un giorno. Vediamo il modello uguale al mio per 110 euro. Io l’ho pagato 145. Compero anche l’auricolare bluetooth, ma al momento della firma della ricevuta della Visa, mi accorgo di un prezzo eccessivamente alto. Mi sono sbagliata e ho visto il prezzo del telefonino vicino. Quello che sto acquistando, uguale al mio, costa 155 euro. Rinunciamo e dobbiamo andare al servizio clienti per farci fare un buono. Ora dobbiamo spendere circa 190 euro! Giriamo per il magazzino con Giuseppe sempre più arrabbiato, ma non troviamo nulla di conveniente, se non i DVD che avevo già messo nel carrello. Comperiamo il regalo per la Sabrina e per la Stefania: due collane con ciondolo in acciaio e una parure di perle di Majorca per l’Eligia. Ma ci avanzano ancora soldi (Giuseppe non ne vuol sentire di alcool per fare i liquori) e comperiamo coperchi e scolapasta in silicone e un po’ di spesa sommaria. Arriviamo alla somma e dopo quasi due ore possiamo finalmente lasciare il centro commerciale. Andorra città è una normale cittadina commerciale, piena di negozi e di bei palazzi con una normale architettura da città, anche se siamo in montagna, nulla a che vedere però con le nostre belle cittadine delle dolomiti e della Val d’Aosta. Veramente non vale una visita, se non per la benzina e le sigarette e i liquori. Infatti è quello che ci chiedono i finanzieri spagnoli all’uscita di Andorra. Ci fermiamo a mangiare in una piazzola sui Pirenei, ma io non sto tanto bene, (ieri nel Santuario di Saragozza, un movimento forse un po’ troppo veloce, mi ha fatto venire un mal di collo terribile, ed ora non posso girarlo né a destra né a sinistra) e ho un po’ di nausea. Già sto meglio di ieri perché Giuseppe mi ha fatto un buon massaggio e ho preso una supposta per l’incipiente mal di testa notturno.
Arriviamo al passo che è anche la frontiera con la Francia a 1630 metri di quota. C’è anche un trenino tutto giallo e ricoperto da bei graffiti, che arriva fin lassù da Perpignan. E’ a scartamento ridotto e lo vediamo, mentre scendiamo. Percorre la valle su ponti, gallerie, vicino al fiume e tra i boschi. C’è anche una vettura scoperta per ammirare meglio il panorama. Deve essere proprio una bella gita!
Decidiamo di fare tutta una tirata fino alla spiaggia di Piemencon in Camargue. Andiamo di corsa perché ho letto che il centro service di Saline Le Giraud chiude alle 19,30. Facciamo anche un pezzo di autostrada per evitare il traffico domenicale del rientro dalle spiagge. Però ce lo ritroviamo sulle strade che portano alla Camargue. E’ tutta una corsa contro il tempo, ma quando arriviamo, alle 19,20, vediamo che il centro è chiuso e in disuso, anche se ci sono ancora gli scarichi e l’acqua, che comunque devi prendere dove ci sono gli scarichi. Prima di fare l’acqua disinfetto bene con la candeggina il rubinetto. Non sappiamo perché ci sono una ventina di camper bene allineati come in un campeggio lì nell’area. Ma è quello il posto migliore per sostare? Fa schifo! Vuoi vedere che ci sono dei problemi alla spiaggia? Arriviamo che il sole è già tramontato, e la spiaggia è la stessa, forse meno profonda e mancano solo i due o tre piccoli esercizi di ristorazione (un po’ baraccopoli) che c’erano una volta al termine della strada. Peccato, comunque ci contavo per una pizza o qualcos’altro. Ci piazziamo al solito posto e speriamo in un paio di belle giornate. L’aria è frizzantina e ceniamo tranquilli. Questa è la prima notte che andremo a dormire sapendo che domani non abbiamo nulla da fare. Ci sembra incredibile!
Siamo stanchi e andiamo subito a letto, oggi abbiamo percorso 523 chilometri e questa pagina in realtà la sto scrivendo lunedì mattina, al sole, sotto la veranda.
Arriviamo al passo che è anche la frontiera con la Francia a 1630 metri di quota. C’è anche un trenino tutto giallo e ricoperto da bei graffiti, che arriva fin lassù da Perpignan. E’ a scartamento ridotto e lo vediamo, mentre scendiamo. Percorre la valle su ponti, gallerie, vicino al fiume e tra i boschi. C’è anche una vettura scoperta per ammirare meglio il panorama. Deve essere proprio una bella gita!
Decidiamo di fare tutta una tirata fino alla spiaggia di Piemencon in Camargue. Andiamo di corsa perché ho letto che il centro service di Saline Le Giraud chiude alle 19,30. Facciamo anche un pezzo di autostrada per evitare il traffico domenicale del rientro dalle spiagge. Però ce lo ritroviamo sulle strade che portano alla Camargue. E’ tutta una corsa contro il tempo, ma quando arriviamo, alle 19,20, vediamo che il centro è chiuso e in disuso, anche se ci sono ancora gli scarichi e l’acqua, che comunque devi prendere dove ci sono gli scarichi. Prima di fare l’acqua disinfetto bene con la candeggina il rubinetto. Non sappiamo perché ci sono una ventina di camper bene allineati come in un campeggio lì nell’area. Ma è quello il posto migliore per sostare? Fa schifo! Vuoi vedere che ci sono dei problemi alla spiaggia? Arriviamo che il sole è già tramontato, e la spiaggia è la stessa, forse meno profonda e mancano solo i due o tre piccoli esercizi di ristorazione (un po’ baraccopoli) che c’erano una volta al termine della strada. Peccato, comunque ci contavo per una pizza o qualcos’altro. Ci piazziamo al solito posto e speriamo in un paio di belle giornate. L’aria è frizzantina e ceniamo tranquilli. Questa è la prima notte che andremo a dormire sapendo che domani non abbiamo nulla da fare. Ci sembra incredibile!
Siamo stanchi e andiamo subito a letto, oggi abbiamo percorso 523 chilometri e questa pagina in realtà la sto scrivendo lunedì mattina, al sole, sotto la veranda.

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