Ci alziamo di buon'ora, accendiamo il riscaldamento (fuori ci sono 10 gradi e dentro quasi 17) e, dopo colazione, ben coperti, usciamo per la visita. E’ una bella giornata e speriamo che il sole porti un po’ di calore. Ma il vento continua e la temperatura percepita è ancora più bassa. Desidererei dei pantaloni di lana, dei guanti e un cappello! Ma andiamo di buon passo e ci scaldiamo. Passiamo in un bel parco sul lungofiume, con statue di re e fontane. Poi entriamo nella città storica dall’Arco di santa Maria, porta principale della città fatta costruire nel 1536 in onore di Carlo V. E’ un arco curioso, dalla forma di una fortezza, con tanto di torrioni e merli, ma dalle raffigurazioni di personaggi storici e statue religiose sembra più un retabolo. Poi entriamo nella
cattedrale. Non occorrono parole per descrivere la bellezza e l’eleganza, pur nella ricchezza di particolari. Le numerose cappelle, le statue, le tombe, i retaboli dorati, le scale, il coro, l’elegantissimo chiostro, costituiscono un’insieme armonico ed incredibilmente elegante.Ci sono ancora molti turisti, anche un gruppo di italiani con la giuda e per un po' li seguiamo. Passiamo all'elegantissimo chiostro a due ordini in stile gotico, con meravigliosi intarsi negli archi e chiuso da vetrate colorate (si capisce anche da questo la temperatura del luogo! Ci facciano poi tentare da alcuni souvenirs ed usciamo per ammirare di giorno la bellezza del complesso. Pur mancando la magica atmosfera della sera e delle guglie e dei portali illuminati, l’insieme è bellissimo, armonioso, non pesante, pur nelle numerose strutture che la compongono. Torniamo a visitare i palazzi, le piazze e le chiese che avevamo visto la sera prima, sempre con un
freddo cane! La città è vivace, pulita, luminosa: in poche parole, molto bella e ricca di storia.Partiamo alla volta della Cartuja de Miraflores, a pochi chilometri da Burgos, calcolando che possiamo vederla prima di pranzo (sempre per gli orari spagnoli – peggio di quelli romani!). La Certosa, ancora custodita dai frati, fu fondata nel 1441 dal re Giovanni II per essere adibita a pantheon per se e per la moglie Isabella.
E’ una struttura semplice e severa, a navata unica, ingentilita dal portale e dalla struttura interna gotica. Conserva all’interno due incredibili capolavori di Gil de Siloé: le tombe del re e della moglie e il Retabolo de la Cartuja. Il primo splendido, grandioso sarcofago in marmo scolpito: i due sovrani giacciono come sopra una cattedrale gotica ricca di trafori, guglie e statue, il secondo è una scultura enorme di legno intagliato e dipinto, in cui l’oro predomina. Ci sono le raffigurazioni della vita di Gesù e del vecchio testamento.
La Certosa è chiusa a metà della sua lunghezza da uno splendido coro di legno intagliato di stile
gotico. Mangiamo nel tranquillo parcheggio davanti alla Certosa.Poi ci avviamo verso Santander. Il paesaggio che troviamo è splendido: saliamo su un altopiano passando lungo una gola scavata dal fiume Ebro, al cui fondo giacciono piccoli paesini. Saliamo fino a 1050 metri per strade con pendenze del 10% e in cima troviamo il lago artificiale dell’Ebro – immenso – dove alcuni surfisti si esibiscono, malgrado il brutto tempo che improvvisamente ci ha colto durante il viaggio. La discesa dall’altopiano poi è incredibile: pendenze del 12% per 7/8 chilometri consecutivi! Abbiamo messo a dura prova il camper, anche se la strada è bella, larga e ben tenuta. Il paesaggio è cambiato: prima (appena fuori Burgos) distese immense quasi desertiche,
poi le gole rocciose, ed ora una rigogliosa vegetazione tra montagna e collina con campi coltivati a vigneto, tabacco, girasoli. Ci avviciniamo al mare e questo influisce.Ci dirigiamo subito a Santillana del Mar (che non è sul mare!) antica e bellissima cittadina, vicino alle grotte di Altamira. Troviamo un bel parcheggio con un po’ di erba e piante proprio alle porte della cittadina che ci appestiamo subito a visitare. Sembra di essere ritornati indietro con la macchina del tempo di 500 anni! Tutto il complesso è costruito sulla strada della Collegiata, già monastero esistente nell’870. Meta di pellegrinaggi, a poco a poco famiglie nobiliari costruirono lì intorno le loro abitazioni e nacque la cittadina che divenne ben presto capitale della Manca.
Ogni casa ha il suo stemma nobiliare e le vie mantengono l’acciottolato originale e la struttura intatta. Non c’è nulla che non risalga al 500, anno in cui iniziò la sua decadenza. E’ un vero gioiello, non a caso nominato monumento nazionale. Della Collegiata possiamo visitare solo lo splendido chiostro romanico, con ricchi capitelli che illustrano scene della storia di Cristo e del Vecchio Testamento. Nella chiesa c’è un funerale.Torniamo per cenare e passare la notte al parcheggio per soli 2 euro
Oggi abbiamo percorso 150 chilometri.

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