Ci siamo alzati al canto del gallo (spagnolo!), e siamo subito partiti per le grotte di Altamira a due chilometri di distanza. Siamo arrivati presto e non c’era quasi nessuno. Le grotte sono chiuse al pubblico ormai di circa 8 anni, a causa del degrado cui andavano incontro per l’alto afflusso di visitatori. Le pitture che risalgono a 15.000 anni fa, si sono conservate così bene per una frana che 13.000 anni fa chiuse la caverna, mantenendo un microclima ideale. Nel 1908, casualmente, durante alcuni lavori, l’esplosione di mina fece scoprire la caverna e successivamente si scoprirono anche i dipinti. Erano così belli, moderni e perfetti, che in un primo momento gli studiosi negarono la veridicità di quella scoperta, ma poi, anche in seguito alla scoperta delle altre numerose caverne della costa, si ricredettero e venne aperta al pubblico nel 1912.
Negli ultimi anni c’era il numero chiuso per i visitatori e occorreva prenotarsi con anni di anticipo (così tra l’altro dice la nostra guida che è vecchia di 10 anni!). Ora c’è un museo, moderno, interattivo, che spiega con moderne tecnologie la vita degli uomini che abitavano quella caverna 15.000 anni fa. Hanno anche ricostruito la caverna con i suoi dipinti. Certo, si sa che non sono gli originali, ma si resta comunque affascinati dalla bellezza e l’eleganza delle linee, dai colori e dalle forme dei dipinti. Sono soprattutto bisonti, gazzelle cervi e cavalli. Ci sono anche delle impronte di mani umane. Attraverso numerosi video, vediamo sia la realizzazione che l’utilizzo dei diversi arnesi ed utensili esposti. Molti sono decorati con figure di animali incisi. Ci passiamo tutta la mattinata, poi ci avviamo verso il mare percorrendo alcuni chilometri a ritroso per raggiungere il Parco naturale delle Dune de Liencres e la spiaggia di Valdearenas. Vi giungiamo attraverso una fitta pineta su dune fossili. Non
smettono mai di stupire queste bellissime spiagge sull’oceano, che si raggiungono da scarpate che scendono da verdi altipiani e che con la bassa marea sembrano infinite. Il colore dorato della sabbia bagnata brilla sotto il sole caldo, anche se un forte vento, gioia dei surfisti, disturba un po’.Passeggiamo lungo la spiaggia per arrivare alla foce del fiume, tra rocce, laghetti e pozze d’acqua, lasciate dalla bassa marea, dove giocano i bambini a mo’ di piscina. Il sole è caldo, e anche l’acqua non è poi tanto fredda. Il mare è poco mosso, anzi, per essere l’oceano, è calmo. I pochi bagnanti sono tutti distesi al sole vicino alla scarpata di roccia, sia per ripararsi dal vento, sia perché solo lì trovano la sabbia asciutta.
Proseguiamo verso Santander lungo la strada costiera che ci offre altri splendidi e suggestivi panorami.
Attraversiamo Santander, bella ed elegante città moderna con spiagge dorate, in un golfo con
isole, penisole, faraglioni. Passiamo per il lungomare dove si affacciano le caratteristiche costruzioni di questa parte della Spagna. Si susseguono palazzi con caratteristici balconi tutti rivestiti da vetrate con stipiti dipinti di bianco (segno evidente del vento che qui è una costante!). Raggiungiamo il campeggio di Cabo Mayor, proprio sotto il faro all’estremità della penisola che chiude il golfo frastagliato e pieno di isolette della città.Facciamo due passi fino al faro e lungo la costa rocciosa e severa, ma che sa riservare alcune splendide spiaggette in piccole e profonde insenature.
In una penisola rocciosa di fronte a noi, a picco sul mare, un campo da golf e in lontananza la città, con le sue insenature, spiagge e isole.Dopo un bagno nella piscina del campeggio, finalmente una doccia calda, un po’ di pulizie ed il bucato. Ora il tempo è bello, anche se la sera si è rinfrescata (17 gradi all’esterno).
Domani partiamo e seguiremo la costa in direzione di A Coruna. Non sappiamo ancora dove dormiremo, anche se oggi abbiamo fatto un po’ il punto della situazione e studiato un po’ il percorso. Certo non possiamo bighellonare per spiagge e stradine, il tempo vola e i chilometri sono ancora tanti.Oggi abbiamo percorso 69 chilometri in camper e anche un po’ a piedi.

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