5 sett.: San Vicente del Mar, Tui, Braga
Questa mattina ci siamo svegliati al sorgere del sole, ma erano già le 8,30 passate. Il tempo è splendido, ma ancora ventoso. La Nerina esce per il suo giro mattutino di perlustrazione e Giuseppe nel cercarla guarda sotto il camper e scopre che c’è un gruppo di fili e degli aggeggi che vengono dal motore che penzolano fin quasi a terra. Intuisce che sia la pompa del Webasto e il collegamento con il serbatoio del gasolio e cerca di riattaccarla con dei tiranti poiché il sostegno di gomma si è tranciato. Speriamo bene. Riprendiamo il percorso lungo la costa e seguiamo il fiordo Rio de Arousa. La costa è molto bella e per tutto il percorso fino a Pontedera è un susseguirsi di belle spiagge, insenature sabbiose, isolette al largo, rocce arrotondate lungo le coste, bei parcheggi, docce e servizi sulle spiagge: veramente una costa invidiabile. Ci sono anche bagnanti, forse anche perché è calato il vento, o forse questa costa ne è risparmiata. E’ anche un susseguirsi di paesini di pescatori, come O Grove, dove al mercato coperto del pesce ho comperato 4 merluzzini per questa sera. Le bancarelle esponevano granchi di tutti i tipi e di tutte le grandezze, aragoste e conchiglie di decine
di tipi diversi. Seguono insediamenti turistici molto ben curati e ricchi, con tanto di porticciolo turistico, come San Vicente del Mar. Arriviamo a Pontevedra, dove ci sono da vedere le rovine di una chiesa gotica. Abbiamo grosse difficoltà a parcheggiare, sono le 13,30 e sembra l’ora di punta a Milano in Piazza san Babila! Parcheggiamo un po’ imprudentemente in un’area di carico e scarico di un supermercato e andiamo a fare un giro veloce della città. Le rovine di Santo Domingo sono davvero suggestive e la città è bella: con un bel centro medioevale tutto pedonabile e pulito. Torniamo veloci al camper un po’ per paura della multa, un po’ per la fame. Ci fermiamo a mangiare in uno dei pochissimi autogrill dell’autostrada: polipo e cozze. L’autostrada ci porta fino a Vigo che vorremmo visitare,
ma forse il navigatore si è sbagliato e ci fa fare un lungo giro intorno alla città che, vista dalle colline circostanti ci pare immensa. Siamo ancora in autostrada e diamo al Tom Tom subito la direzione per Tui, città spagnola al confine con il Portogallo. Qui arriviamo verso le 16, ora della siesta e non troviamo difficoltà a girare e a parcheggiare. Ne valeva la pena: la Cattedrale, su un promontorio sul fiume Rio Minho (che fa da confine con il Portogallo) è romanica, con uno splendido portale gotico. Nel tempo la cattedrale venne fortificata e sembra quasi un castello con le torri merlate e i camminamenti tra i merli. Facciamo gasolio, perchè sembra che in Spagna costi meno che in Portogallo e riprendiamo l’autostrada per Braga. Anche se al casello di uscita una graziosa signorina ci saluta in italiano con un cordiale:
“benvenuti in Portogallo”, ciò non toglie che il pedaggio, in rapporto al tragitto, è salato: 9,95 euro!. A Braga giriamo un po’ in tondo per cercare un parcheggio, ma che traffico in queste città tutte in salita, con strade strettissime e i portoghesi che hanno un modo di guidare e di parcheggiare che mi ricordano molto le incazzature dello scorso anno in Sicilia! Bene, parcheggiamo quasi in curva e in divieto, ma non si può fare altro. Giriamo per la città e raggiungiamo velocemente il centro, dove visitiamo la cattedrale romanica, rimaneggiata e fortificata. Incominciamo a vedere quello che sarà la caratteristica del Portogallo: le case ricoperte di piastrelle di maiolica e gli azulejos nelle chiese e nei palazzi storici. Una bella fontana con zampilli sempre diversi rallegra e rinfresca una piazza. C’è proprio molto caldo: quasi
40 gradi. Nel viaggio in autostrada abbiamo acceso il condizionatore, e pensare che a Burgos abbiamo acceso il riscaldamento e pensavo che l’estate fosse finita! Al rientro entriamo in una chiesa barocca con le pareti ricoperte di azulejos: splendida perché le maioliche azzurre, pur nella complessità delle immagini riprodotte non appesantiscono, anzi illuminano gli interni delle chiese e danno loro una grazia inconsueta creando un piacevole contrasto con gli altari barocchi dorati tipici portoghesi (talha dorata). Abbiamo guadagnato un’ora per il fuso o per la mancanza di ora legale (ora anche il mio orologio biologico si rimetterà in sesto!) e decidiamo di andare a vedere la chiesa del Bom Jesus, a soli 7 chilometri dalla città. La strada é ben segnalata e pensiamo anche di pernottare, se il luogo è adatto. Arriviamo nel parcheggio che stanno andando via le macchine, è tardi, ma ancora chiaro e andiamo lo stesso alla cremagliera. Abbiamo visto dalla guida che la chiesa è a 400 metri di altitudine e che c’è una scenografica, lunghissima scala da percorrere! Però occorre
aspettare 20 minuti e ci dicono che la chiesa è già chiusa, allora optiamo per l’indomani, anche se abbiamo già acquistato i biglietti. Poi arrivati all’inizio della scala (ancora non si vede la chiesa nè la scenografica scala, ma ci sono lunghe rampe traverse con le cappelle della Via Crucis) iniziamo a salire, così, quasi per inerzia (ormai ci abbiamo fatto l’abitudine!). Quando poi vediamo le doppie scalinate ornate di statue e fontane con in alto la chiesa, nulla ci trattene, nemmeno la caldissima giornata, nemmeno la stanchezza, nemmeno il sudore che ci cola per la schiena e saliamo. E’ bellissimo, soprattutto il panorama che si ammira da lassù e i giardini all’italiana che la circondano. E’ quasi il tramonto, c’è ancora gente, anche qualcuno che, con le scarpette da ginnastica, sale le scale di corsa. Poiché tutta la bellezza della chiesa sta nella scenografica scalinata, nella sua facciata che troneggia sulla collina, e nella vista eccezionale sulla città, decidiamo che la visita all’indomani sia superflua. Anzi, ci godiamo un tramonto indimenticabile sulla città di Braga e sulle colline circostanti. Quando siamo arrivati in cima a piedi, la vettura della cremagliera ci aveva preceduto, ma ora, con i biglietti in tasca, scendere a piedi, proprio non ce la siamo sentiti. Il conducente ci fa salire e, in un batter d’occhio, siamo al parcheggio. Vediamo che c’è un altro camper di francesi e Giuseppe si tranquillizza e decidiamo di rimanere. D’altra parte siamo proprio stanchi! Ci sono anche alcune macchine
appena arrivate con coppie o famigliole, che approfittano del parcheggio alberato e con i tavolini, per cenare al fresco. Però temiamo anche un via vai di coppiette…. Ci facciamo una ristoratrice doccia fresca e ceniamo con i 4 merluzzetti comperati al mercato per 1,70 euro. Non finisco nemmeno di registrare le spese e ce ne andiamo a dormire. Anche se domani dovrebbe essere una giornata leggera. Oggi abbiamo percorso 239 chilometri in camper e un po’ a piedi e almeno 500 gradini!
2 commenti:
Bellissimo itinerario. Complimenti!
Prenderemo spunto dal vostro itinerario.belllllissimo!!!!!!
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