sabato

6 sett.: da Braga a Porto

Ci siamo svegliati presto : una squadra di operai, giardinieri, motospazzatrici e quant’altro, hanno deciso di pulire e tagliare l’erba (ma dov’è?) proprio questa mattina, iniziando alle 7,30. Meglio, raggiungeremo prima Porto. Peccato che Giuseppe dice di aver dormito male e poco. Io ricordo solo che a un certo punto ho aperto le finestre per il caldo. Le avevamo chiuse per il via vai di macchine di coppiette che è durato fino a tardi. Prendiamo di nuovo l’autostrada e seguiamo le indicazioni di un campeggio sul mare che ho trovato su Internet. Ma a Porto ci incasiniamo con tutte le circonvallazioni e autostrade e finiamo in centro città. Anche questa con salite e discese improponibili. Traffico assurdo, guidatori che Napoli è un bijou, e finalmente riesco a dare al navigatore l’indicazione per il campeggio. Ma ci porta in un cul de sac. Troviamo una coppia di portoghesi (che parlano francese) che capiscono il nostro impasse e la signora sale in macchina e ci guida per una nuova strada che il navigatore non conosce. Il campeggio è bello, poco caro, con piscina e ombra tra gli eucalipti.
Dopo esserci sistemati, abbiamo tempo per prendere la borsa del mare (sempre a portata di mano) e dirigerci verso il mare. C’è una bella spiaggia, lunga (c’è un cartello) 13,5 chilometri, di sabbia chiara che vicino al bagnasciuga, diventa a sassolini, interrotta qua e là da piccoli scogli. C’è un po’ di gente e alcuni fanno il bagno. Ci prepariamo, ma appena messi i piedi in acqua non ce la sentiamo proprio: è letteralmente gelida!
Torniamo alla più invitante piscina e ci facciamo un bagnetto di mezz’ora prima di pranzo.
Vicino a noi arriva un camper con una coppia di Francesi di Clermont Ferrand che hanno qualche difficoltà a parcheggiare vicino alla colonnina della corrente. Scambiamo quattro chiacchiere (li rincontreremo spesso durante il viaggio) e decidiamo di riposare un po’ e poi di prendere la moto e andare in città. Invece faccio il bucato e ci fermiamo a parlare con una coppia di bolognesi, anche loro pensionati, che mi danno l’impressione che vengano più per “il porto” che per Porto.
Andiamo in città, parcheggiamo la moto in centro davanti alla stazione “Estacao de Sao Bento” inaugurata nel 1915, con l’atrio rivestito di azulejos, con scene storiche delle conquiste dei portoghesi.
Ci infiliamo nei vecchi quartieri per ammirare le vecchie costruzioni dei commercianti e degli artigiani, ricoperte in maiolica alte anche 5 piani, (per sfruttare al massimo l’esiguo spazio all’interno della cinta muraria) ma strette con una o due finestre, con l’ingresso direttamente dalla bottega. Arriviamo sul lungo fiume, con i famosi localini e proprio sotto il ponte di Dom Luis I°, di ferro, alto 70 metri, ad una arcata e lungo 392 metri.
La parte superiore (che raggiungiamo tra un dedalo di vicoli in salita tra case degradate e “scugnizzi” e gatti che sembra Napoli) è pedonabile e vi passa la linea della metropolitana - modernissima e silenziosissima -.
La vista dal ponte è splendida e ti dà l’idea della città, costruita sul fiume Douro, tra rocce scoscese e colline retrostanti.
Arriviamo alla Cattedrale, in una parte dominante, proprio al centro della città vecchia degradata. Ha una struttura massiccia e merlata, di origini romaniche.
Subì molte aggiunte, e all’interno, di tre navate, sono presenti molti altari barocchi. E’ molto bello il chiostro, riccamente ornato alle pareti di azulejo, che ingentiliscono e alleggeriscono la massiccia struttura delle colonne.
Più sotto visitiamo Santa Clara, con annesso convento del XV secolo, un tripudio d’oro nel bel rivestimento in “talha dorata”. E’ strano come questo barocco portoghese, un fulgore di sculture di legno ricoperte di oro (che non fanno dimenticare il ricco periodo coloniale), non siano pesanti, ma armoniche, anche in contesti più antichi.
Torniamo un po’ tardi (per Giuseppe che non ha cambiato l’ora al suo orologio) e, dopo cena, il tempo di sistemare batterie e diario, poi a nanna. Comunque sono le 23 ora locale.
Oggi abbiamo fatto 239 chilometri col camper e parecchi a piedi su e giù per strade e vicoli che è quasi una gita in montagna, e una 30ina in moto.

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