sabato

11 sett.: visita a Lisbona in moto, seconda giornata

Questa mattina siamo tornati in città per rivedere i monumenti che ieri abbiamo trovato chiusi. Ci dirigiamo velocemente con la moto a Belém, dove prima visitiamo la torre. Costruita come torre di guardia all’ingresso del grande bacino dell’estuario del Rio Tejo racchiudeva il porto dal quale partivano i grandi conquistatori.
E’ di una grazia e di una bellezza da farlo sembrare il castello delle fate. Lo stile manuelino aggiunti al gotico fanno di quel contrafforte, sul mare, dalla forma della prua di una nave, uno dei più bei monumenti del genere che abbia mai visto. Decorare con tanta grazia, leggerezza, pur nella ricchezza e varietà dei particolari, un edificio militare, rispecchia la cultura e la ricchezza del Portogallo di quella epoca.
Decorare con tanta grazia, leggerezza, pur nella ricchezza e varietà dei particolari, un edificio militare, rispecchia la cultura e la ricchezza del Portogallo di quella epoca, tutto teso alla scoperta di nuovi mondi, nuove genti, nuove terre e nuove ricchezze e proprio nel fervore delle conquiste, nacque tutto questo. La stessa grazia e magnificenza si trova nel Monastero di San Geronimo, fatto costruire per i Cavalieri di Cristo che affrontavano le nove rotte marittime alla scoperta e alla conquista di terre lontane.
Le leggiadre decorazioni, aggiunte al severo gotico fanno un unicum di una bellezza strabiliante. I motivi ornamentali richiamano tutti gli elementi culturali dell’epoca, legati indissolubilmente alle nuove scoperte: piante, animali, frutta e fiori esotici, gomene, stemmi, attrezzi marini, conchiglie, vele, simboli marini e terrestri uniti ad ornare portali, finestre, balconi, colonne, costoloni e chiavi di volta. Il chiostro del Monastero è il più bello che abbia mai visto.
Come è possibile pensare che un’accozzaglia di quel genere possa insieme formare un’opera di tanta grazia e bellezza?
Qui sta la grandiosità dello stile manuelino, nello studio accurato dei particolari: mai un ornamento è messo a caso, sempre vi è uno studio che ne integri i diversi particolari per fare un’unica armonica opera. Il chiostro lascia letteralmente senza parole.
Si potrebbero passare giornate a rimirarlo e scoprire ogni minuto nuove decorazioni, nuovi elementi, nuove figure.
Peccato che il tempo stringa, la gente un po’ disturba la visita che dovrebbe essere gustata con lentezza, come un buon boccone. Invece la foga e la rincorsa alla foto, un po’ rovinano quell’ambiente e quei momenti magici.
La visita comunque dura almeno due ore, e pensare che Giuseppe, vista la coda alla biglietteria all’ingresso, non voleva nemmeno entrare! E’ tardi, quindi la fame si fa sentire ed io l’acquieto con un gelato. Giuseppe niente.
Riprendiamo la moto e ci dirigiamo ancora verso il centro per visitare Sao Vicente Fuori le Mura.
La chiesa non ha nulla di particolare, se non che è costruita da un architetto italiano in stile classico rinascimentale con un’unica navata. L’adiacente monastero invece presenta stanze, due chiostri, sala capitolare, terrazze e scaloni che salgono sul tetto, tutti decorati con azulejo antichi e bellissimi. Ci sono anche in mostra 37 azulejo del XVIII secolo che illustrano le favole di La Fontane. Sono belli, visti leggendo le favole a fianco (anche se il nostro francese scolastico non regge quello di La Fontane!) anche se le pitture sono semplici e quasi ingenue.
Rientriamo al campeggio percorrendo ancora quelle assurde strade e quei giri incredibili che ti costringe la morfologia del terreno, nel centro della città. Poi per le solite superstrade, arriviamo giusto in tempo per goderci un paio d’ore in piscina. Ma appena mi avvicino alla doccia, vengo punta al mignolo da una vespa e devo rimandare il bagno. L’acqua è comunque fredda e più di tanto non si può stare.
Questa mattina uscendo dal campeggio in moto abbiamo incontrato i due bolognesi che avevamo incontrato a Porto e che se ne stavano andando, mentre questa sera abbiamo visto i francesi di Porto che hanno parcheggiato il loro camper due piazzole più in là. Ci siamo scambiati gli indirizzi e-mail per inviarci le foto.
Ora è sera, abbiamo cenato, scritto le cartoline che abbiamo comperato (chissà se riusciremo a trovare anche i francobolli), pianificato il viaggio almeno fino a Madrid e domani partenza, con un po’ di rimpianto nel lasciare una città così bella! Ora ha iniziato a piovere leggermente.
Scale, scale e poi scale. Questo di Lisbona non lo scorderò di sicuro. Ancora una quarantina di chilometri in moto.

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