Oggi abbiamo percorso una parte del Camino de Santiago de Compostela.Dopo essere partiti dall’area di sosta, dopo pochi chilometri, abbiamo iniziato la salita dei Pirenei verso il Passo di Roncisvalle. Già dalle prime salite verso il passo, tra una vegetazione lussureggiante, fitta, umida e con una giornata di brutto tempo, abbiamo visto i primi pellegrini, bastone, zaino, scarponi, giacca a vento e l’immancabile conchiglia di Saint Jacques, salire per la montagna, percorrendo però un sentiero ampio e ben segnato che il più delle volte lasciava la strada asfaltata per percorsi più agevoli. Arrivati al passo, in un gelo incredibile, abbiamo visitato brevemente il luogo che presenta una cappella – chiusa – la rituale croce e, dietro alla cappella, su una montagnola d’erba, tantissime croci, alcune solo due rametti legati a croce, altre, più complesse con inciso i nomi dei pellegrini o frasi beneaugurati.
Poco sotto il passo c’è Roncisvalle, il complesso monastico con la massiccia chiesa, la cappella dell’Espìritu Santo (del XII secolo) e la Cruz de los Peregrinos. Vicino, l’Ostello (che ci hanno fatto vedere per pochi minuti, ma non fotografare): uno stanzone immenso in una antica costruzione gotica che sembra una chiesa, piena di letti a castello, con materassi, cuscini, lenzuola pulite e coperte, per 120 posti. Scendendo dal passo verso Logorno, abbiamo incontrato altri numerosi pezzi del sentiero del Camino, tra graziosi paesini e tra le rigogliose montagne.Ogni tanto c’erano dei punti sosta, con panche, acqua e gabinetti. Certo che anche ora, alla fine di agosto sono ancora numerosissimi i pellegrini, per lo più soli e anziani, ma non mancano le famiglie con bambini o, come ci è capitato, due ragazzi che venivano da Singapore e avevano iniziato il Camino a San Sebastian.
Molti lo percorrono anche in bicicletta, carichi di bagagli, altri in moto, altri, forse anche in camper (ne abbiamo visto uno che esponeva la conchiglia). Al Passo, comunque, abbiamo notato un carrello che si attacca alle autovetture che fa servizio pubblico per il trasporto dei bagagli fino alla tappa successiva. Presumo che ci sia per tutto il percorso. Abbiamo saltato Logorno per visitare Estella, antico centro, di origine romana, sul fiume Ega. Calle de Rùa attraversa la cittadina di impianto medioevale e fa parte del percorso di Santiago.Ci sono cartelli, conchiglie incise sul selciato, ostelli lungo tutta la via. Non abbiamo potuto visitarne l’interno, perché chiuse (ma quanto è lunga la siesta spagnola?), due belle chiese tra il romanico e il gotico, risalenti al XII secolo: San Miguel Arcangel e San Pedro della Rùa. Le chiese dominano la cittadina dall’alto dei suoi contrafforti rocciosi.
Abbiamo proseguito per il Camino fino a Najera, piccola cittadina sorta intorno al Monasterio de
Santa Maria Real. La città sorge addossata ad un contrafforte roccioso di pietra rossa, sagomata dal vento. Il Monastero, ora convento dei cappuccini, con un chiostro riccamente decorato del primo cinquecento, conserva nella bella chiesa il Panteòn real, con diverse tombe dei re di Navarra, Castiglia e Leòn. Molto suggestivo.La cittadina, bella e di impianto medioevale, è così addossata al contrafforte roccioso, che si entra da una parte e si esce dall’altra, tra stradine strettissime. Dopo aver girato in tondo diverse volte per cercare di tornare da dove eravamo venuti (e ignorando le giuste indicazioni del Tom Tom!) abbiamo chiesto informazioni ai vigili, che, prontamente, ci hanno scortato in macchina fino all’uscita della città.
Altra tappa, Santo Domingo della Calzada, altro piccolo borgo medioevale sorto attorno alla cattedrale romanico gotica dell’XI/XII secolo. Fu fondata da San Domenico (da cui il nome)
proprio per accogliere i pellegrini. Anche qui passa il Camino, ci sono le conchiglie sul selciato, ma soprattutto ci sono in giro i pellegrini. Li riconosciamo dai vestiti, dall’andatura e dalle ciabatte e borse della spesa. E’ già quasi sera, hanno già raggiunto uno dei numeroso ostelli della cittadina, si sono liberati del peso degli zaini, delle pesanti scarpe e ora girano per la città, per comperare qualcosa da mangiare e per visitare i luoghi sacri. Basta guardare i loro piedi nudi nei sandali o ciabatte, pieni di calli e vesciche, ancora rossi dalla morsa degli scarponi per riconoscerli! La cattedrale ha un campanile barocco molto bello, staccato dal corpo della chiesa, un portale laterale rinascimentale e un portale principale in un severo gotico nella facciata fortificata.Anche questa non riusciamo a vederla per gli strani orari. Chiude alle 18,30 e riapre alle 19,30, probabilmente per i pellegrini. Ma noi non possiamo attendere poiché vogliamo arrivare in serata a Burgos.
Ci arriviamo verso le 20,00, nella piazza vicino al centro, area di sosta che ho scaricato dal sito di Turismoitinerante. Anche se Giuseppe non ne voleva sapere di fermarsi in un parcheggio, si è poi ricreduto, vedendo un altro camper e la zona sicuramente tranquilla. Questo ci ha permesso di
mangiare e di andare a visitare a piedi il centro della città con i monumenti illuminati. La cosa incredibile è la temperatura: 12 gradi all’esterno! Ci vestiamo ben bene e visitiamo la città. E’ veramente uno splendore e la cattedrale lascia senza fiato. Il centro è tutto pedonalizzato, con belle vie e piazze, ricche di monumenti tutti illuminati. Unico neo, il freddo e il vento che fa fuggire turisti e residenti. I bar ritirano i tavolini esterni e la gente si dirada velocemente e restiamo soli in compagnia di qualche pellegrino....Torniamo infreddoliti e stanchi: la giornata è stata piena e molto faticosa. Per dormire tiro fuori il piumoncino che pensavamo proprio di non usare.Oggi abbiamo percorso 429 chilometri in camper e non so quanti a piedi!

2 commenti:
it's just the diary of a journey made in Spain and in Pertogallo camper by myself and my husband. I'm glad that it will be useful to someone. Hello
I only regret not having finished posting all the pictures.
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