sabato

4 sett.: Santiago de Compostela, Illa de Arusa

Questa mattina ci siamo svegliati appena sorto il sole dietro le montagne del fiordo, ma era già tardi per via della diversità del meridiano. Erano passate le 8,30! Pazienza, siamo in vacanza. Questa notte il vento forte a raffiche ogni tanto faceva ballare il camper. E’ ormai una costante, da quando siamo entrati in Spagna. Non ricordo un giorno o un luogo senza vento. Mi domando spesso come fanno questi spagnoli del nord a convivere con questo vento. Non a caso su ogni altura vicino al mare, ma anche all’interno, ci sono migliaia di pale eoliche che, anche se un po’ disturbano il paesaggio, sono sicuramente una gran risorsa!
Partiamo insieme ai tedeschi, dopo esserci salutati e constatato che facciamo lo stesso percorso. Peccato non avere una lingua in comune, avremmo potuto fare un po’ di strada insieme. Anche loro lo scorso anno in settembre erano in Sicilia! Strane combinazioni. Costeggiamo la costa della penisola di Muros fino a Noia, con bellissimi paesaggi, molto più simili a quelli mediterranei. Poi lasciamo la costa e puntiamo verso l’interno, direttamente su Santiago e sulla strada troviamo un camper service nel parcheggio di un Carrefuor. Bene, ci permette di stare in giro senza cercare campeggi per altri 3 o 4 giorni. Entriamo in Santiago con strade in salita e con un notevole traffico: non è bello con il camper fermarci in coda ai semafori in salita! Grazie al navigatore troviamo un comodo parcheggio in una strada poco frequentata, ma vicino al centro storico. Un veloce pasto a base di pane, pomodori e salamino e poi via. Sono le 14,00 e sappiamo che troveremo quasi tutto chiuso fino alle 16, ma intanto giriamo per la città.
L’ingresso alla piazza della cattedrale è spettacolare, i palazzi che la circondano sono tutti degni della grandiosità della cattedrale.
L’immensa piazza è occupata da gruppi di pellegrini, alcuni sdraiati appoggiati agli zaini, altri seduti per terra a rimirare la cattedrale, altri vicino alle loro bici, con ancora il casco in testa, altri, solitari, appoggiati alle colonne del palazzo di fronte, intenti a pregare verso la chiesa, altri ancora, con gli occhi sgranati, quasi increduli: sono finalmente arrivati!
Non c’è ressa o schiamazzi. Non ci sono venditori ambulanti se non una donnina all’ingresso che vende bracciali e ciondoli in argentotenendoli tra le mani (mantiene una vecchia tradizione del luogo), non ci sono mendicanti se non una sola donna davanti alla porta interna di ingresso alla cattedrale. C’è compostezza, certo dentro la chiesa si mescolano i mistici e i turisti, ma non si disturbano a vicenda. C’è la rituale coda di alcuni minuti (ho letto di ore!) per abbracciare da dietro la statua di San Giacomo sull’altare. Tutto è visitabile, salvo il chiostro ed il museo che sono a pagamento e aprono alle 16,00. Giriamo per la città con prospettive diverse della cattedrale che nel retro presenta belle piazze, altri palazzi monumentali e vie medioevali ben conservate. Anche qui le basse case medioevali nelle strette vie mantengono la costante architettonica dei bowindows chiusi da vetrate che già abbiamo visto.
Certamente ad agosto deve essere invivibile, ma ora è tutto ordinato e pulito e anche i piccoli, rari negozi di souvenir rimangono discreti e non disturbano la sensibilità dei pellegrini che continuano ad arrivare dalla Porta do Camino. Per mano, in gruppi, da soli, con lo sguardo lontano e sognante, stanno vivendo il momento tanto agognato in ognuno dei lunghi giorni di sofferenza e di fatica.
Ma come ho letto, molti poi riconosceranno che non è la meta, quello che conta, ma “fare il Camino”. Farlo insieme a tanti altri, di diverse nazioni, ma soprattutto di diverse estrazioni, che forse mai si confideranno, ma con i quali divideranno lo stesso tetto nelle cuccette dei dormitori, la stessa mensa, le stesse pause, gli stessi momenti di preghiera e di visita, così come i momenti (pochi) di svago e di relax. E’ una città piena di storia, nulla a che vedere con Lourdes e altri luoghi di culto in cui il sacro si mescola al profano in un brutto mercimonio.
Decidiamo che abbiamo visto abbastanza e, anche se manca poco alle 16,00, torniamo al camper per riprendere la strada senza visitare il chiostro. Passeremo per Padron, dove inizia l’altro fiordo, il fiordo di Arousa, poi a Vilanova ed infine passeremo la notte in un posto che ho letto, tranquillo e bello su un’isola al centro del fiordo. Arriviamo in poco più di un’ora, attraversando un lungo ponte sul mare, all’Illa de Arousa.
Appena sistemato il camper in una bellissima pineta in riva al mare (3 euro), prendiamo la borsa del mare e siamo già in acqua nella bella spiaggia di fronte. L’acqua è fredda, ma molto invitante, peccato che sia quasi il tramonto e che i pini proiettino già la loro lunga ombra sulla spiaggia dorata. Ceniamo soli (c’è solo un altro camper di spagnoli ad una 50ina di metri da noi) alla luce del tramonto tra i pini.Poi prendo videocamera e macchina fotografica e mi dirigo verso la fine dell’isola per vedere il tramonto dall’altra parte.
Arrivo in un punto in cui l’isola si fa strettissima, poco più di un centinaio di metri, con il mare a destra e a sinistra, ma poi si riallarga in un’ampia zona protetta a parco naturale. Percorro un po’ il sentiero che costeggia l’altra parte dell’isola e vedo il sole tramontare dietro le alture della costa del fiordo di fronte. Sembra che tutta la pineta prenda fuoco: i colori sono meravigliosi, le spiaggette bianche rilucono ancora e il mare diventa uno specchio brillante, rotto dalle varie calette che si susseguono. Torno al camper che è buio, e devo, come tutte le sere, scaricare le fotografie, segnare le spese, ricaricare le batterie, cambiare il disco della videocamera, fare il diario.
Ogni sera non finisco prima della mezzanotte. Ma è necessario, sono talmente tante le cose che vediamo che il rischio è di non ricordarsi poi nulla e di fare un minestrone di tutti i ricordi. Poi l’età di sicuro non aiuta. Faccio anche fatica ogni sera a ricordarmi tutto ciò che abbiamo visitato e veduto, tanto che scrivo il diario con vicino la cartina e la guida turistica! Anche questa sera sono le 11,30 e chiudo il diario, ma devo ancora registrare le spese.
Oggi abbiamo percorso 167 chilometri in camper, un bel po’ di strada a piedi a Santiago e io una bella passeggiata fotografica sull’isola.

2 commenti:

giuseppe ha detto...

buonasera signora Gemma,
sono anch'io un pensionato 70enne, nel 2005, dopo un attesa lunghissima finalmente ho coronato un mio sogno recandomi in bicicletta a Santiago, da St Jean, ed in solitaria; è stata una esperienza bellissima che rifarei quanto prima, anche a piedi.Nell'impostare il mio blog mi sono accorto che nella confusione di quei giorni, non ho nemmeno una foto fatta alla statua di San Giacomo.
Domanda ? potrei utilizzare la sua foto che è veramente bella? va da se che metterei: gentilmente concessa da..............
Nell'attesa di una sua cortese risposta, saluto e ringrazio.
giuseppe montalbetti varese
biciturista-giuseppe.blogspot.com

gemma ha detto...

non c'è problema, usi pure tutte le foto che desidera, mi spiace solo di non avere avuto il tempo di finire il blog, cioè di mettere tutte le foto su quello che in effetti è un personalissimo diario di viaggio, affidato al mondo attraverso Internet! Non occorre che mi citi.
Cordialmente
Gemma Nazzani