Ieri era una giornata caldissima, ma poi la notte la temperatura è scesa e abbiamo recuperato i piumini per coprirci. Andiamo di buon mattino in città. Ci arriviamo facilmente, ora conosciamo la strada. Ci fermiamo a vedere la chiesa e la torre Dos Clérigos.La chiesa ha forma ellittica, ma la cosa più bella è la torre campanaria, alta 76 metri con diversi ordini, suddivisi da mensole. Saliamo (250 gradini) e a metà troviamo la struttura campanaria con 49 tra campanoni, campane, campanelle, tutte suonate manualmente da una cabina con una struttura che ricorda un organo, con doppia tastiera e doppia pedaliera. Dalla cima (già la chiesa si erge su un’altura) la vista è splendida, grazie anche alla limpidezza dell’aria. Da alcuni giorni non c’è vento e oggi la temperatura sembra più mite.
Andiamo verso nord in piazza della Libertade, con una pianificazione edilizia della fine dell’800, e
attorniata da bei palazzi, fino al municipio. Incontriamo diverse chiese, tutte ricoperte anche all’esterno di azulejo azzurri.Ci riserviamo per ultima la chiesa di Sao Francisco, con una lunga storia sulla sua costruzione ad opera dei francescani, all’epoca (XI) contrastati e martirizzati. La struttura conserva le origini dello stile del “poverello” ma l’interno è un capolavoro di barocco dorato. Peccato non poter far fotografie: é completamente rivestita di talha dourada della fine del secolo XVIII, con numerosi altari e un coro, tutti scolpiti e ricoperti d’oro. L’oro ricopre tutto, il soffitto, gli altari, le pareti, il coro, l’abside. Solo alcune colonne e capitelli a motivi floreali affiorano fra quel tripudio. E’ stato calcolato che siano stati usati almeno 200 chili d’oro! Ma come dicevo per Santa Clara, anche qui,
il complesso è sì strabiliante, ma immensamente bello. Si rimarrebbe delle ore a rimirare una per una le decorazioni, gli intagli e le figure su ogni altare lungo le navate e il coro. Visitiamo anche le “catacombe”, sepolture sotto la chiesa di nobili del XII secolo.Non rimane altro da visitare (peccato ci siamo persi il concerto di campane di mezzogiorno della torre di Dos Clérigos – ora mosse da un computer perché, a detta del custode italiano, ci sono rimasti pochissimi che le sanno suonare manualmente-) e facciamo un giro in moto lungo il fiume per ammirare il ponte in ferro di Eiffel, dove una volta passava il treno. Ad una sola arcata, più snello, è stato d’ispirazione per il Dom Luis I°.
Al ritorno seguiamo il fiume fino alla foce e poi raggiungiamo il
campeggio lungo la nuova e bella litoranea che costeggia la lunga bella spiaggia. Pensavo di andare in piscina nel pomeriggio, ma non sto molto bene, mi sento fiacca e così mi riposo, dopo aver fatto un secondo bucato. Prima di cena stiro e scrivo queste righe. Sono le 20,00 e devo pensare alla cena, anche se non ne ho proprio nessuna voglia.Oggi siamo rimasti fermi col camper ma abbiamo fatto un po’ di strada con la moto e ancora tanta a piedi.

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